Siete una razza bastarda, che i vostri figli muoiano nelle culle

17 10 2008

Forse è vero, in Italia c’è allarme razzismo. Questa frase e tanto altro non è uscita da uno qualsiasi della strada, ma da un Eurodeputato.
No no, non è Borghezio, e nemmeno Gentilini. Nemmeno Storace, siete fuori strada. E’ Dacia Valent, eletta nelle file di Rifondazione Comunista attraverso il suo illuminante blog, che ci riserva sempre argomenti pacati che favoriscono il dialogo… Un soggetto che abbiamo l’onore di ospitare a casa nostra e che prende il doppio stipendio, anche da sbirro, proprio da quegli stessi italiani che definisce “il peggio che la razza bianca abbia mai prodotto”.

Eccolo il blog, in tutta la sua bellezza, che mi porta a chiedermi perché per lei la Legge Mancino non vale.

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http://www.verbavalent.com/?q=node/309

Voi non riuscite nemmeno a immaginare quanto sia difficile per me scrivere, tentando di non ferire le vostre povere sensibilità di piccoli bianchi, totalmente ignoranti del loro passato di carnefici di neri, ebrei e musulmani.

Non conoscete nulla di quello che avete nel vostro DNA storico, vi riempite la bocca di ebrei solo per salvarvi la coscienza, raccontando di come gente tipo  Perlasca – un fascista di merda che dovrebbe morire mille volte solo per essere stato fascista ed aver sostenuto fossanche per un solo minuto quel regime – ne ha salvato alcuni.

Siete un popolo senza futuro perché siete un popolo senza memoria.

Me ne fotto degli italiani brava gente. Anzi, mi correggo, me ne fotto degli italiani bianchi e cristiani, naturalmente brava gente.

Non lo siete.

Siete ignoranti, stupidi, pavidi, vigliacchi.

Siete il peggio che la razza bianca abbia mai prodotto.

Brutti come la fame, privi di capacità e di ingegno se non nel business della malavita organizzata e nella volontà delle vostre donne (studentesse, casalinghe, madri di famiglie) di prostituirsi e di prostituire le proprie figlie.

Anche quando dimostrate un barlume di intelligenza, questa si perde nei rivoli del guadagno facile e del tirare a fregare chi sta peggio di voi.

Nessuna delle vostre battaglie ha un senso per altri se prima non produce un tornaconto per voi stessi.

Dalla politica alla religione, dal sociale alla cultura, siete delle nullità.

Capaci di raccogliere firme e manifestare, salvo poi smentire con ogni vostro atto quotidiano quello che a grande voce dichiarate pubblicamente. Andate a marciare da soli, che marci siete e marci rimarrete e non vi voglio profumare.

Non avete una classe media, siete una penosa e noiosa classe mediocre, incivile e selvaggia. I giornali più venduti sono quelli che trattano di gossip e i programmi televisivi più gettonati - al fine di vendere le proprie figlie come bestiame, come le vacche che sono destinate inevitabilmente a diventare, vista la vostra genia – sono i reality.

Avete acclamato qualsiasi dittatore e sottoscritto qualsiasi strage, salvo poi dimenticarvene ed assurgere come vittime di un élite. Non avete un’élite,  coglioni, fatevene una ragione: i vostri deputati e senatori sono delle merde tali e quali a voi, i vostri capitani d’azienda sono dei progetti andati a male dei centri di collocamento, ma che o avevano buoni rapporti famigliari o il culo l’hanno dato meglio di voi.

Non solo quelli al governo (o che fanno capo all’area governativa), anche e soprattutto quelli che fanno capo all’opposizione.

Da quelli oggi al governo non ci aspettiamo nulla se non quello che da anni ci danno: razzismo, esclusione, spedizioni punitive, insulti ed umiliazioni.

Ma da quelli all’opposizione, quelli che si sono arricchiti con anni di Arci, Opere Nomadi, Sindacati Confederali, e sempre sulla nostra pelle, facendoci perdere diritti che ormai davamo per acquisiti, ci aspettiamo che si facciano da parte.

Sono ormai troppi anni che deleghiamo le nostre lotte a persone che in teoria dovrebbero averle fatte proprie, dimenticandoci l’infima qualità dell’italiano pseudobianco e pseudocristiano: non vale un cazzo perché non ha valori che valgano.

Un popolo di mafiosi, camorristi, ignoranti bastardi senza un futuro perché non lo meritano: che possano i loro figli morire nelle culle o non essere mai partoriti.

Questo mondo non ha bisogno di schiavi dentro come lo siete voi, feccia umana, non ha bisogno di persone che si inginocchiano a dei che sia chiamano potere e denaro e nemmeno di chi della solidarietà ha fatto business.

Ha bisogno di altro, che voi non avete e quindi siete inutili.

Dite che non è così?

Ditelo ai Rom perseguitati in tutta Italia, ditelo ad Abdoul, ditelo ai 6 di Castelvoturno, ditelo a Emmanuel, ditelo ai gay massacrati da solerti cristiani eterosessuali.

Ditelo a mio fratello, bastardi.

Ditelo alle decine di persone vere, non zecche e pulci come voi, che non denunciano perché sanno che se vanno dalla vostra polizia bastarda e assassina li umilieranno e magari li picchieranno di più e forse li uccideranno come l’Aldro [ammazzato come un cane perché pensavano fosse un extracomunitario], e se sono donne le violenteranno, e non avranno nessuno a cui rivolgersi per essere difesi.

Ditelo a quelli che rinchiudete per mesi nei vostri campi di concentramento senza alcun genere di condanna, solo per gonfiare le casse di qualche associazione che finanzierà un qualche partito, generalmente di sinistra, ditelo a quelli che lavorano per i vostri partiti e sindacati da lustri senza avere un contratto ma in nero, ditelo a quelli che si sono fidati di voi per anni, ditelo a quelli che raccolgono l’ultimo respiro di quei maiali dei vostri vecchi, e a quelli che si sfilano dalle fighe delle nostre ragazze per infilarsi in quelle larghe e flaccide delle vostre donnacce, ditelo ai nostri ragazzi che vincono medaglie e che saranno il futuro di questo paese, ditecelo, figli di puttana.

Ditelo col cappello in mano, e gli occhi bassi, cani bastardi. Ma sappiate che la risposta ve l’hanno già data a Castevolturno: Italiani bastardi, Italiani di merda. Io ci aggiungo bianchi, perché il discrimine è questo. Valete poco perché avete poco da dire e nulla da dare.

Dacia Valent

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L’Italia delle BBBBanche

24 09 2008

Ottobre 2003: Berliner Bank, filiale di Charlottenburg, Berlino.

- Salve, vorrei chiudere il conto.
- Bene, mi dia il numero del conto e un documento.
- Ecco.
- Come vuole ritirare il saldo?
- Mi faccia un bonifico su questo conto in Italia.
- Ecco fatto. Grazie e buona giornata.
- A lei.
Luglio 2006: Barclays Bank, filiale di Hyde Park Corner, Londra.

- Salve, vorrei chiudere il conto.
- Bene, mi dia il numero del conto e un documento.
- Ecco.
- Come vuole ritirare il saldo?
- In contanti.
- Bene, passi allo sportello per ritirare i suoi soldi. Sta lasciando il paese?
- Bè, sì.
- Se vuole può lasciarci il suo nuovo indirizzo per eventuali comunicazioni.
- Ecco.
- È tutto, grazie e buona giornata.
- A lei.
Agosto 2008: Banca Popolare di Bari, filiale di Secondigliano, Napoli.

- Salve, vorrei chiudere il conto.
- Uh gesù, e perché?
- Perché ne ho aperto un altro dove vivo e non voglio tenerne due.
- E perché no?
- Perché il vostro conto ha costi di gestione altissimi e inoltre non ho motivo per tenerlo.
- Uhmmmm…..dammi (dando subito al tu a persona sconosciuta) il numero del conto.
- Ecco.
- Sei correntista da quattordici anni. È un peccato.
- Perché? C’è un premio fedeltà al quindicesimo anno?
- (ride) No no, è che si capisce che sei un correntista affezionato.
- Veramente io ero correntista del Banco di Napoli, poi hanno venduto questa filiale e sono arrivato senza nemmeno saperlo alla Banca Popolare di Bari… Comunque mi versi il saldo su questo conto qui.
- Fammi vedere.. D.. E.. ma non è un conto italiano!
- È un conto tedesco.
- Ah, e allora no, non lo possiamo fare.
- E perchè?
- Non lo so, so solo che non lo possiamo fare.
- Guardi che la Germania sta nell’area unica dei pagamenti in euro. Per questo c’è l’IBAN.
- Giovano, mi vuoi insegnare il mio lavoro?
- Lo ha detto lei, di non sapere perché non può fare un bonifico all’estero. Mica io.
- Non possiamo farlo insieme alla chiusura del conto.
- Posso parlare con il direttore?
- Aspetta, ci parlo io (si alza e scompare dietro una porta)
- (torna con un caffè in monouso) Allora, in via del tutto eccezionale, te lo facciamo.
- Quanto tempo ci vuole per avere i soldi sull’altro conto?
- Eh, dipende. Io oggi faccio la richiesta di chiusura del conto e per me è finito. Poi, domani o dopodomani, se non ci sono problemi, te lo chiudiamo, poi devi aspettare quattro o cinque giorni per avere i soldi…. Dammi un numero di telefono, caso mai ti avvisiamo.
- Zero zero quattro nove uno sette…
- Che numero strano, che è?
- È un numero di cellulare. È tedesco.
- Eh, e allora è inutile, quelle non ti chiamano in Germania.
- Quelle chi?
- Le signorine del call center.
- Allora le do il numero di casa dei miei.
- Stanno a Napoli?
- Purtroppo per loro, sì.
- E tu stai in Germania, lontano dalla famiglia? Poveri genitori.
- Stia tranquillo, i miei genitori preferiscono sapermi in un posto dove posso chiudere un conto in banca e avere indietro i miei soldi in cinque minuti e non in una settimana.
- (ride)
- (pensa che c’è poco da ridere)
- Allora, la banca è De.. Deu.. Tzs.. tzsksch. Come si pronuncia?
- Doicce Banc.
- Ah sì, la conosco. Sta a Casoria, no?
- … (incredulo)…beh sì, ogni tanto queste piccole banche locali tedesche riescono ad aprire qualche filiale nelle grandi potenze economiche come la nostra.
- Ecco fatto, allora se decidi di tornare a Napoli riapri il conto da noi, mi raccomando.
- (soffocando la risposta d’istinto “manco morto”) Sicuramente. Arrivederci.
- Ciao bello.



Milano, il cancro dello sport

22 06 2008

Non servirà a gran che, ma mettere una firma non costa nulla, per chi ha ancora negli occhi il boato del Forum pieno
http://firmiamo.it/milanosiamonoi

E’ finita. I Vipers, la squadra di Milano di hockey ghiaccio che ha conquistato 5 scudetti di fila su 7 finali, oltre a un secondo e quarto posto europeo, ha scelto l’eutanasia. Addio hockey a Milano.
Dopo un ventennio passato a coccolare il ghiaccio di questa ingrata città, Alvise di Canossa s’è visibilmente scassato le pelotas, ed è stufo di rimetterci soldi per visibilità zero. Milano è una città veramente povera per quanto riguarda lo sport, che non sia calcio. Infrastrutture da terzo mondo, zero attenzione delle istituzioni. In questi anni hanno chiuso i battenti il rugby, il baseball, il volley ben tre volte, l’hockey 4 volte, il football americano due volte, il basket per due volte ci e’ andato vicinissimo.
Sarebbe una capitale dello sport questa? E Berlino allora cos’è? Che sfoggia, oltre all’Herta, illustri formazioni quali ad esempio gli Eisbären nell’hockey, l’Alba nel basket, l’HVB nella pallamano, l’SCC nel volley e tante altre.
Una Milano che se guardate gli albi d’oro di qualsiasi sport ha una squadra a palmares, ma che non riesce a far sopravvivere una società più di un tot di anni, perché chi conosce per sbaglio uno sport dove non vada preso a calci un pallone non riesce a portare avanti la sua passione, visto i costi e i sacrifici che deve fare. E l’ignoranza sportiva di un po’ tutto il Paese che deve combattere.
Da anni Di Canossa ha chiesto un ampliamento dell’unica struttura per il ghiaccio che ha una metropoli come Milano (dopo la chiusura del Piranesi, lo stadio coperto per il ghiaccio più vecchio d’Europa… all’estero l’avrebbero usato come un tempio). La risposta è stata una protesta di un gruppetto di abitanti della zona che non voleva espropriato uno dei 437567436543987543 campetti di calcio milanesi. E qualche metro quadro di “area verde”. Come se al circondario mancasse. Accolti da chi di dovere come facile alibi per l’immobilismo, con l’assessore Terzi che TRANQUILLIZZO’ il quartiere: per le infrastutture del ghiaccio non c’è in programma NIENTE.
Un grazie quindi anche a tutti gli assessori che si sono succeduti, Brandirali e Terzi gli ultimi, sempre sorridenti alle finali tra strette di mano e fotografie, e che sempre sono stati a guardare la morte dello sport a Milano. Cambierei l’assessorato in “Calcio e Cultura”. Il bello è che Milano è stata votata a Stoccarda Capitale europea dello sport per il 2009. Alla luce di quello che sta succedendo, questa onorificenza fa ridere. Sotto la Madonnina in un campionato di massima lega resta il basket, grazie alla scommessa di Armani, e due squadre di rinoceronti: l’Epipoli Rhinos nel football americano che gioca in un velodromo, e nell’hockey inline il Milano 24 (di quel Quintavalle artefice della seconda chiusura del ghiaccio a Milano) che gioca in un tendone di sua proprietà, da zero posti a sedere. Il baseball in A2 è in continua lotta col gestore del Kennedy, che cede il diamante per dei tornei di calcetto. Il resto? Terra bruciata.
Rimangono in eredità 120 ragazzi che ”da grandi” avranno l’alternativa tra il giocare a Varese o accontentarsi dell’amatoriale.
Soldi per promuovere lo sport minalese non ce n’è, ma niente paura: per la partita di stasera l’ATM, per gli sfortunati che durante Italia-Spagna saranno sui mezzi pubblici “attivera’ un servizio speciale proprio per questa occasione. Sulle oltre 500 pensiline elettroniche, che danno informazioni sui tempi di arrivo degli autobus, comparira’ anche una breve cronaca dell’incontro e, quando si salira’ sul bus, l’azienda dei trasporti milanese garantira’ un audio messaggio ogni 10 minuti per gli aggiornamenti. Servizio attivo anche nelle 88 stazioni della metropolitana, con un riepilogo di 60 secondi delle azioni piu’ importanti”.
Che dire, buona lobotomia pallonara a tutti.

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da Repubblica

Terzi: il Comune non può fare nulla - “Sono il primo a essere deluso ma i problemi si trascinano da decenni: Milano è calciocentrica”

Giovanni Terzi, lei è assessore allo Sport di una città che lo sport lo sta perdendo. In due settimane sono spariti volley e hockey e il basket si è salvato solo per Armani. Nulla da dire?
«Sì, che sono affranto. Non sapevo nulla delle intenzioni di Alvise di Canossa, e mi piacerebbe ci fossero ancora margini per farlo ripensare. Anche se poi lo capisco. La città si conferma sempre più calciocentrica, c´è una difficoltà cronica a trovare un tessuto imprenditoriale che rischi, a investire su altri sport. O c´è un mecenate o non si fa niente. E di fronte a tutto questo, anche io posso fare ben poco».

Di Canossa tra i motivi dell´addio indica anche la mancanza di un palaghiaccio, sempre bloccato da proteste e comitati.
«Ha perfettamente ragione. Ogni volta che si tenta di fare qualcosa salta su un comitato che fa proteste, blocca i cantieri, ricorre al Tar o in Procura. Si pensa sempre all´interesse particolare, mai a quello generale. E così facendo si fa poca strada, anzi non se ne fa».

Aggiungiamoci però i noti problemi del baseball, che spesso neppure può usare il proprio campo, gli impianti di Milanosport che lasciano a desiderare, la mancanza di un palazzetto dal 1985. Saremo anche la capitale dello sport 2009, ma la situazione è catastrofica. Lei si sente la coscienza pulita?

«Qui non è questione di coscienza pulita. Sono il primo a non essere soddisfatto della situazione, ma i problemi si trascinano da decenni, e io sono qui dal 2006. Aggiungo anche, però, che il piano di investimenti che ho messo in piedi non si vedeva da tempo: 30 milioni entro il 2011 per risistemare gli impianti di Milanosport, altrettanti di fidejussioni per le società che vogliano sistemare i propri, 5 milioni per l´Arena, 11 milioni per trasformare il Vigorelli nel nuovo palasport da 8-10mila posti, il bando sarà pronto entro fine anno».

seee vabbè… immagino….
da Cronacaqui
SOFFOCATI DAL CALCIO - Figli di uno sport minore: rimane solo l’Armani Jeans
13/06/2008 - La situazione degli sport minori a Milano ha raggiunto livelli imbarazzanti. Nel giro di poche settimane è arrivata la chiusura della Sparkling Volley Milano - che aveva riportato la pallavolo di serie A1 in città dopo 4 anni di assenza - e ieri quella dei pluri decorati Vipers. A passarsela bene è solo l’Armani Jeans che, terminata l’era Corbelli contraddistinta da poche luci e molte ombre, è passata nelle sapienti mani di Re Giorgio Armani che, ne siamo sicuri, saprà riportarla ai livelli che le competono.
Per il resto i pochi sopravvissuti se la passano davvero male fra una situazione impiantistica a dir poco agghiacciante e il totale disinteresse di sponsor e media. Di fatto sono rimaste solo due squadre di vertice, oltre all’Olimpia Milano. Nel football americano gli Epipoli Rhinos Milano che disputano l’Ifl (una sorta di lega d’eccellenza) e la cui comunicazione, fatto curioso, è gestita da una società che fa capo ad Alvise di Canossa. Nell’hockey inline il Milano 24 disputa la serie A1 e, come nel caso dei Vipers, sopravvive grazie al mecenate di turno, in questo caso Umberto Quintavalle.
Negli anni si è più volte tentato di riunire gli sport minori in una sorta di polisportiva o di consorzio. L’ultimo tentativo risale a pochi mesi fa quando, nel corso della presentazione dell’azionariato popolare della Sparkling, i presidenti di basket, hockey, volley e football americano e l’assessore Terzi si erano impegnati ad aprire un tavolo di confronto per capire quali potessero essere i problemi e se si potessero trovare delle soluzioni idonee comuni. Di fatto, dopo qualche riunione, non è scaturito nulla di concreto, anzi si è arrivati a una sorta di contrapposizione fra le parti.
La verità è che sopravvivere a Milano, se non ti chiami Inter o Milan è praticamente impossibile. Ne sa qualcosa il Milano 1946, gloriosa società di baseball che disputa l’A2 fra mille problemi, il primo quello del campo. Il Kennedy, il diamante di proprietà del Comune, è stato dato in gestione a un privato che lo affitta al miglior offerente, l’ultima volta a una non meglio precisata manifestazione di calcetto, tanto che da un giorno con l’altro il Milano 1946 si è trovato senza campo. È solo uno dei tanti, troppi, esempi di una città invivibile per gli sport diversi dal calcio che da oggi sono ancora meno.
Alberto Ambrogi



Nazziunala si, purché giochi Totti

3 05 2008

Ogni anno la stessa storia. Come successo alle Olimpiadi di Torino quando l’Italia è stata unica nazione del pianeta (nazione che tra l’altro aveva la manifestazione in casa) a comprare i diritti e trasmettere la finale di hockey in differita (finale di hockey che è il momento più importante di un’olimpiade invernale, chiedere a chiunque lontano da questi confini), la RAI dimostra come la cultura sportiva dell’azienda di stato sia pari a zero. Compra i diritti del mondiale di hockey in Canada, programma la partita dell’esordio in diretta su RaiSport all’una della scorsa notte (orario abituale in cui viene trasmesso generalmente l’hockey dalla RAI, a livello di filmino per adulti) e, con tutti gli appassionati incollati da ore in attesa della partita contro la Russia di Ovechkin, decide all’ultimo di trasmettere una partita di basket universitario americano, già trasmessa (identica) alle ore 19 dello stesso giorno. Da notare che il campionato di basket della NCAA e’ finito da un mesetto. In questo momento dovrebbe esserci la differita dell’Italia, di una partita di cui gli appassionati di hockey sanno già il risultato.
Immagino le bestemmie di chi ha aspettato l’una di notte per la partita e si è visto la pallacanestro juniores americana. Fa niente se gioca l’ITALIA e una tv di stato dovrebbe darci un minimo di attenzione, non gioca Totti quindi meglio concenrarsi sul suo ginocchio, il suo raffreddore e i chinotti che gli offriva Flavia Vento.
Evidentemente i lungimiranti dirigenti RAI dallo stipendio di giada non si sono accordi della corsa ad abbonarsi a Sky dopo l’accordo con NASN, che trasmette lo sport americano. Ma tanto i soldi dallo stato arrivano lo stesso, inutile sforzarsi di lanciare uno sport che in tutto il mondo lascia incollati i telespettatori.
Tuttavia personalmente non importa più nulla, se non che ci sia chi mangia sulle mie tasse. I mondiali me li vedo su internet. Li seguo sulla tv slovacca, dove anche se non si capisce il commento evito comunque le castronerie che si sono sentite da Mamma RAI, ai tempi in cui per commentare l’hockey misero Gianni Vasino. “Ecco che la PALLA esce dal campo. Si ripartirà con una RIMESSA DAL FONDO”.



Il carroccio del vincitore

17 04 2008

 Finiti gli ultimi spogli ai seggi (alla buonora) iniziano i commenti, di vincitori e “trombati”. Mentre Berlusconi apre al PD secondo le previsioni (come Sarkò in Francia), pensando di farne qualcuno ministro e potendo così contare su una maggioranza del 72% (paradossalmente la Lega con il suo 8% rimane l’unica potenziale opposizione, se non si parlerà presto di federalismo fiscale), dalla “sinistra”, se così possiamo ancora chiamarla, inizia il richiamo delle sirene nei confronti delle ex “laide camicie verdi”. Le lingue cominciano a inumidirsi e gli antipatici diventano improvvisamente simpatici. Veltroni lusinga Casini per vincere a Roma, D’Alema che non strizzava l’occhio a Bossi dai tempi della “costola della sinistra” e Cofferati che su un’intervista a La Stampa afferma “la Padania? Ma certo che esiste, è qui e va capita”. Bertinotti sconsolato sarà d’ora in poi un “semplice militante”. Perché la falce martello ha perso: “gli operai questa volta hanno votato Lega”, come è evidente il risultato a Sesto San Giovanni, la vecchia roccaforte dei casciavitt. “Dobbiamo cominciare a capire questi ‘rozzi con la fabbrichetta e le loro paure’ e smetterla con il nostro atteggiamento di superiorità” apre Pierangelo Ferrari del PD a Brescia. Mentre la Moratti apre alla Lega, “La sicurezza è una priorità”, il capogruppo del Pd Marilena Adamo attacca: «Quello della Lega è stato un voto di protesta anche contro la politica del sindaco». Chi per un braccio, chi per l’altro, tutti a tirare la Lega dalla propria parte. Fa niente averci spalato addosso di tutto in questi anni, ora quel bacino di voti fa gola.

Dopo 20 anni dalla nascita della Lega, ancora si parla di voto di protesta al Carroccio. Fa niente che a Cittadella la Lega sia oltre il 50%, abbia raddoppiato a Milano, sbancato a Varese e Verona, ancorato a Venezia e conquistato la Rossa Emilia. Rimane il fatto che il partito dei mostri è improvvisamente diventato quello che ha capito dove focalizzare i problemi di tutti, ricchi e poveri, belli e brutti. Tematiche che esposte da una persona normale appaiono sensate, dette da un leghista diventano buzzurre idiozie. Da ieri non più. Tutti pronti a salire sul Carroccio del vincirore allora. Venghino siori e siori, c’è ancora un sacco di posto.



Il plebischifo

14 04 2008

Ieri sera tornato dai seggi (Milano est) mi stavo stupendo delle code davanti alle sezioni anche se fatte di gente per niente entusiasta della cosa.
“Ciah, fatto il mio dovere. Sperèmm. Tanto non cambia niente”
“E anche questa è fatta, speriamo di ritirarla fuori tra qualche anno, ormai si vota troppo spesso….”
Il massimo da una coppia di anziani: lui esce dalla cabina e dice alla moglie riponendo la schedina elettorale timbrata ”ecco fatto”. Lei risponde: “Hai tirato l’acqua?”
AHAHHHAAHHAHAHA
Mi compiaccio dell’affluenza che alle 19.30 era di quasi il 70% in tutti i seggi. Mi fanno sapere sempre da altri seggi di Milano che siamo intorno a queste cifre. A casa accendo la tv, e sento parlare di flop nelle affluenze, con la media del 40% nazionale. Facendo una semplice media, se a Milano e credo in tutta la Lombardia (e verosimilmemente nel Nord Italia) siamo al 70%, vuol dire che da altre parti siamo al 10%…. Niente di nuovo sotto il sole…

Mi consolano le immagini televisive dei politici gongolanti che votano ai seggi. Veltroni ritira la scheda, sorride ai fotografi, saluta tutti con la mano come DJ Francesco ed entra in cabina. Esce di lì a poco e si rivolge al presidente di seggio: “scusi mi dà la matita? L’ho dimenticata”.
Buon voto



Frega a nessuno ma….

12 04 2008



Crazy Goalie

6 04 2008

Tornato da Bolzano, serata di festa in un PalaOnda strapieno (6.200 spettatori ufficiali, dov’è la RAI? Dov’è Mediazozz? Ridicoli). Vittoria dei biancorossi sui Rittner Buam per 4-3. Tensione da finale play-off, cori, colori, fighting da Old Time Hockey con Vodrazka che prende a cazzotti tutto ciò che si muove, slalom del Mago di Hamilton, vantaggio del Carrello Tenda e doppietta micidiale del Conte Dracula. Peccato per chi gode a rivedersi in televisione la 7485369438765874356843esima moviola del rigore dell’Albinoleffe….

Spettacolo nello spettacolo, il mio nuovo idolo Adam Russo. Un personaggio così folle non poteva che essere un portiere (v. blog precedente). Del resto non puoi essere sano di mente a fare della tua professione il fermare un disco compatto di gomma da oltre un etto scagliatoti addosso a più di 100 km all’ora.

Classe 1983 di Montréal, Canada francese ma di chiare origini italiane. Si presenta in pista per la presentazione della partita con una parrucca grigia (lo fa da un bel po’ di partite) tra l’ovazione della folla, più del suo titolare, l’olandese Groneveld. Poi raccoglie un bananone di gomma gonfiabile lanciato dai Banana Boys e dopo le reti di Mihaly, quelle decisive, si gira verso il pubblico aizzando il popolo biancorosso brancando e agitando il bananone.
Lo trovo alle 23 passate al bar, giacca e cravatta. Bananone in braccio come per cullare un pargolo.
- Adam, ancora con sto bananone?
- Si, me lo porto su a Renon

Martedì gara 3 nella bolgia della Ritten Arena, peccato perdersela



Il decalogo del portiere

5 04 2008

Finale gara 2 stasera tra Bolzano e Ritten Sport, derby da leccarsi i baffi. Per il primo anno dopo 7 stagioni consecutive manca il Milano.

Di seguito 10 consigli per essere un buon portiere di hockey, da sempre l’anello più psicopatico della squadra.
(1) Menate fendenti con la stecca a tutti gli avversari che si affacciano nella vostra area; poi sghignazzate rivolti ai vostri compagni di squadra che finiscono in panca-puniti al posto vostro.

 (2) Appena avete bloccato il disco e l’arbitro ha fischiato, infilatelo alla svelta nei pantaloni, e poi dite al ref che è finito lì dentro, e che deve prenderlo con le sue mani.

(3) Mettetevi a discutere animatamente con la vostra stecca, e poi spiegate all’arbitro che non intendete riprendere a giocare finché la stecca non si scusa.

(4) Se siete in panchina, cominciate a regalare al pubblico le stecche dei vostri compagni.

(5) Ogni volta che gli avversari segnano, toglietevi una protezione.

(6) Ogni volta che dal pubblico vi urlano qualcosa, buttatevi in ginocchio e urlate: “Miodio! Le voci, sento ancora le voci!”

(7) Svuotate le bottigliette dei vostri compagni, riempitele di vodka, e poi state a guardare chi pattina meglio.

(8) Durante gli ingaggi, disponetevi di fianco ai vostri difensori, come se anche voi foste giocatori di movimento.

(9) Prima di entrare in campo, disegnatevi con il nastro un bersaglio al centro del petto

(10) Prima dell’inizio del gioco, andate nello spogliatoio avversario, cominciate a piangere e implorate: “Vi prego, non segnate, il mio coach mi picchia ogni volta che lascio entrare un disco!”. (una cosa simile l’ho vista veramente o_O )